Guide turistiche maceratesi ricevute in Provincia
Nuove guide sono pronte a far conoscere a turisti e visitatori il territorio Maceratese. La Provincia di Macerata ha infatti consegnato gli attestati a una quarantina di giovani che, dopo aver superato i relativi esami, hanno ultimato la procedura per ottenere l'attestato di abilitazione alla professione di “guida turistica”. Nell'occasione una ventina di essi sono stati ricevuti dal presidente della Provincia, Giulio Silenzi, e dall'assessore provinciale al Turismo, Marco Romagnoli, nel corso di un incontro svoltosi presso la Sala del Consiglio provinciale. Silenzi, complimentandosi con ognuno di loro per il superamento delle prove, ha consegnato personalmente gli attestati a Giuliana Carassai di Macerata, Valeria Cassano di San Benedetto del Tronto, Leonardo Catucci di Urbisaglia, Genny Ceresani di Tolentino, Martina Ciccioli di Petriolo, Paolo Cruciani di Bolognola, Marta Fabrizi di Cingoli, Raffaella Gattini di Jesi, Alessandro Giammaria di San Ginesio, Patrizia Molinari di Treia, Sonia Morosi di Sant'Elpidio a Mare, Emanuela Petrelli di Macerata, Alessandra Pierini di Macerata, Piero Polucci di Macerata, Silvia Scarpacci di Tolentino, Laura Storani di Montecassiano e Francesca Zacconi di Tolentino.
“Quella delle guide – ha sottolineato il presidente Silenzi – è un'attività importante. Tutti noi quando andiamo a visitare una località vogliamo sapere, conoscere e di solito non ci accontentiamo. Le guide devono informare ma anche raccontare, cercare di trasmettere qualche cosa in più perché il turismo oggi si gioca anche sulla soddisfazione dei bisogni dell'ospite che arriva a far visita a una realtà che non conosce”. L'assessore provinciale Romagnoli salutando le nuove guide ha invece ricordato l'impegno profuso dalla Provincia di Macerata nell'ambito del settore turistico: “Ci stiamo adoperando – ha detto – con nuovi strumenti di programmazione e stiamo investendo molto su questa risorsa. La nostra provincia ha la necessità di trasformare la ricchezza che ha, dai paesaggi alla cultura ad altro ancora, in veri e propri prodotti turistici capaci di attrarre il pubblico”.
Nella foto, il presidente Silenzi e l'assessore Romagnoli con le guide turistiche che hanno ricevuto l'attestato di abilitazione professionale
Giovani ginnaste finaliste nazionali a Fiuggi
Lunedì 23 giugno le Allieve di ginnastica artistica del Centro Fitness Flexus Club di Tolentino, guidate dall'Istruttrice prof. Carla Fammilume, si sono recate a Fiuggi per partecipare alla Finale Nazionale del Trofeo Ragazzi.
Tale partecipazione è stata possibile grazie al terzo posto conquistato dalle Allieve nella fase del torneo disputata alcuni mesi fa a Sirolo nei percorsi ed al secondo posto ottenuto nel mese di maggio ad Osimo nel corpo libero e coreografia.
Nei tre giorni di permanenza nella rinomata località termale le ragazze hanno gareggiato nel corpo libero guadagnando la trentaduesima posizione e nei percosi ottenendo il venticinquesimo posto. Risultati più che soddisfacenti considerato che le squadre presenti provenivano da tutta Italia, isole comprese e vantavano prestigiosi nomi di grandi società sportive da anni affermate nell'agonismo.
Nonostante il caldo opprimente, la tensione e la stanchezza le allieve hanno affrontato il periodo di gara con grande serenità. Molto apprezzata la coreografia preparata dall'istruttrice, sul tema del gioco; un grande orologio di compensato avanti al quale le ginnaste si esibivano nel corpo libero scandendo, tra lustrini paillettes e lancette , il tempo per salvare il mondo sulle note del recente successo di Madonna “4 minutes…”…….
Grazie all'innato talento tecnico e comunicativo dell'istruttrice Carla Fammilume, le spericolate allieve (da sinistra in basso; …Natalia Bertini, Camilla Amico, prof Carla Fammilume, Alice Botta, Gessica Gattari, Lara Concettoni, da sinistra in alto; Maria Scoppolini, Lucia Francioni, Giulia Montenovo, Margherita Gentili, Cecilia Amico……) hanno onorato la nostra piccola realtà locale e, ne siamo certi, continueranno a sorprenderci.
" E.R " come il pronto soccorso di Camerino
Dai film americani in cui George Clooney e le varie equipe mediche lavorano con freddezza, celerità e capacità nel pronto intervento di un ospedale, ci ritroviamo catapultati nella cruda realtà del pronto soccorso dell'ospedale di Camerino, dove la flemma , l'incapacità, la boria e la maleducazione la fanno da padrone. Tutti sanno che al pronto soccorso dei nostri ospedali ci sono dei codici che vanno dal rosso, che è il più grave, al bianco che invece può aspettare anche 4 ore per poi dover andar via senza ottenere alcuna prestazione; questo anche se si tratta di un bambino di 6 anni che necessita di una semplice lastra ad un dito e basterebbe quindi non il codice, ma l ‘intelligenza di chi potrebbe semplicemente snellire il sistema stagnante, che consolida in chi aspetta, in questo caso un bambino, che in Italia non funziona niente; che gli infermieri credono di essere dei “Padreterni” , che con il loro” potere” possono decretare il futuro degli altri. Mi rivolgo a chi amministra l'ospedale di Camerino, che era rinomato nell'entroterra maceratese, perché pur essendo una piccola realtà era una perla di professionalità. Lo è tuttora nei vari reparti, ma defice nel pronto soccorso dove dovrebbero essere presenti le migliori unità operative; invece, esclusi alcuni elementi veramente validi e che svolgono il loro lavoro come una missione, perché di questo si tratta, se non si è fortunati come è accaduto nel mio caso, si incappa in perfetti fannulloni, avanzi di ospedale, che nessun reparto vuole! L'appello è al direttore sanitario, affinchè prenda in considerazione l'idea di ridare dignità e quel lustro che per centinaia di anni l'ospedale di Camerino ha avuto, per ricordargli che ospedale non è qualcosa di privato, ma è patrimonio dell'intera comunità.
Riccioni
Firmato il protocollo di indagine sul calzaturiero
Nella foto, i partecipanti alla firma del protocollo d'intesa
Ragnatela musicale ad Esanatoglia sabato 5 luglio
Una vera e propria ragnatela, e mai slogan fu più azzeccato, quella che si svolge per le piazze di Esanatoglia sabato 5 luglio. Una tela fatta di rock, blues, progressive e ska, una serie di mini concerti dal vivo con gli Z limite, Quinta prova reprise, Ivellezza, Le mani sporche. Oltre ai mini concerti live Esanatoglia propone anche birra itinerante, una mostra fotografica visitabile al torrione e per l'occasione l'apertura non stop di tutti i monumenti cittadini. Inoltre è previsto il gran finale con la musica de “Le Lamette” che propongono un ampio revival di successi italiani degli anni '70 - '80. L'evento è organizzato dall'associazione Pro Aesa e dall'associazione Esto. Insomma, un'estate di concerti in libertà nella città di Esanatoglia.
Mostra Caldarola, quota 5000 e si guarda al 2009!
Quota 5000 visitatori in mostra e 18.000 virtuali (che da gennaio hanno visitato il sito web), per una mostra che doveva essere quasi solo un approfondimento, un caso di studio sono ancora una volta una conferma che il caso Caldarola per una serie fortunata di circostanze, che vanno dalla bellezza del luogo, all'omogeneità del tessuto urbano, alla compattezza ed entusiasmo della comunità locale, rappresenta ancora un caso fortunato nelle Marche. E così basta leggere qualcuna delle entusiaste dediche dal Libro delle Firme per rendersi conto dell'apprezzamento:
“Stupenda! Siamo fortunati come caldarolesi!”
“da una intelligente intuizione di proseguire un'esperienza nasce una mostra di sicuro interessante.”
“Marche! Scrigno incantato!!”
“Luogo incantevole! Palazzo ben restaurato e considerato. Mostra curata ed elegante.”
“vi ringrazio dal cuore!”
“grande Simone!!”
“ancora una mostra di rilievo!”
Spicca tra le ultime quella di Fabrizio Frizzi, andato a visitare la mostra circa un mese fa: “ora mi stropiccio gli occhi! Complimenti! Benissimo! A presto!”
Non pago del successo, l'instancabile Sindaco di Caldarola, Fabio Lambertucci, aggiunge un altro importante tassello al fortunato “puzzle” ed ecco arrivare in mostra nei prossimi giorni la Madonna con Bambino e i Santi Giacomo Apostolo, Francesco, Vincenzo Ferreri e Ginesio, attribuito da Vittorio Sgarbi (che tornerà a Caldarola ad accogliere l'opera) a SIMONE DE MAGISTRIS.
Si tratta di una pala d'altare (cm 270 x 190) proveniente dalla Chiesa di San Giacomo Apostolo a Morico, frazione di San Ginesio, realizzata con la tecnica della tempera su tela.
L'arrivo della nuova opera “scoperta” da Sgarbi durante una delle sue innumerevoli peregrinazioni sul territorio “inseguendo il De Magistris”, rivela ancora una volta il senso di un'esperienza che al di là dell'effimero e dell'episodico di una mostra, crea tessuto culturale, fa crescere una comunità, innesca un meccanismo virtuoso di studio, senso dell'appartenenza, “risveglia”, semmai ce ne fosse stato bisogno, anche il territorio circostante che riscopre il patrimonio esistente, lo valorizza, lo porta alla luce.
Ma allora perché fermarsi? Si sono detti a Caldarola. Il Sindaco non se lo lascia certo dire due volte e alza il tiro… Non c'è due senza tre e la terza sarà addirittura la più importante…
Stiamo parlando di un progetto per il 2009 che dovrebbe accendere i riflettori sulla Quadreria del Cardinale Giovan Battista Pallotta, ritenuta da Sgarbi la più importante, appunto, delle tre mostre. Sono appena cominciati i contatti con i musei di Genova, dove il Sindaco Lambertucci si è recato nei giorni scorsi in perlustrazione e per prendere i primi contatti incontrando il Responsabile dei Musei Civici e il Direttore dei Musei d'Arte Antica. La mostra sarà infatti organizzata in collaborazione con la Regione Liguria e i musei genovesi, dove si trovano gran parte delle opere alla cui individuazione sta già lavorando anche il Professor Panetti. I dipinti, per lo più tutti di grandi dimensioni, che interesseranno questa nuovo evento caldarolese, comprenderanno opere di Guido Reni, del Guercino e di Mattia Preti, (ed altri minori) grandi protagonisti della pittura seicentesca presenti con opere simbolo.
25° Congresso Eucaristico Nazionale ad Ancona
Vivere sicuri. Suggerimenti per evitare truffe!
Presentato un depliant, relativo alla campagna contro le truffe agli anziani, relativo alla campagna promossa dal Comune di Tolentino in stretta sinergia con la Direzione provinciale di Poste Italiane, con lo scopo di aiutare gli anziani soli e non, a difendersi dalle ingannevoli gentilezze di delinquenti senza scrupoli.
“Vivere sicuri. Suggerimenti e consigli utili per evitare le truffe e per rendere più serena la terza età” è il titolo scelto per questa iniziativa di comunicazione sociale. In pratica è stato realizzato un
piccolo vademecum che contiene consigli, informazioni e attività di prevenzione per la sicurezza dei cittadini, con particolare attenzione alle persone anziane o che vivono da sole. Purtroppo, infatti, sempre più individui, specialmente in estate, quando è tempo di vacanze, sono vittime di truffe o raggiri. Imbrogli sofisticati messi a segno da falsi operai o dipendenti dell'Inps, finti poliziotti o medici di inesistenti organizzazioni umanitarie e che potrebbero trarre in inganno anche le persone più attente.
Per questi motivi – hanno sottolineato il Sindaco Luciano Ruffini ed il Direttore di Filiale di Poste Italiane Pier Giorgio Gentilucci - vogliamo informare in modo semplice e diretto dei rischi che un comportamento distratto può causare. A questo scopo è stata appunto stabilita la diffusione dei suddetti depliants tra la popolazione tolentinate, grazie alla collaborazione dei funzionari delle Poste e delle Forze dell'Ordine, oltre che dei dipendenti comunali, che cercheranno di stabilire un contatto più diretto ed immediato con le possibili “vittime”. Tutto ciò solo perchè qualche piccola attenzione, una condotta diffidente e qualche piccola regola possono aiutare a limitare il più possibile truffe, furti o raggiri. A tutti i cittadini dunque l'invito ad essere vicini alle persone anziane, stabilendo relazioni e rapporti reciproci e continuativi. Ricordiamoci che in ogni occasione di pericolo è fondamentale rivolgersi alle Forze dell'Ordine che sapranno aiutarci e proteggerci.
Alla conferenza stampa ha anche partecipato il Maresciallo Patrizio Ciabocco Comandante della Stazione dei Carabinieri di Tolentino e Vicecomandante della Compagnia di Tolentino.
Gli abitanti di Camporotondo insorgono...
Gli abitanti di Camporotondo non sono cittadini di serie B. Per questo il gruppo consiliare della cittadina sul Fiastrone “Uniti per Camporotondo” ha deciso di convocare un cosiglio comunale congiunto delle amministrazioni di Camporotondo e Cessapalombo, coinvolgendo anche la comunità montana dei monti Azzurri, per ovviare ad alcune problematiche: quelle relative alla rete telefoniche e alla viabilità.
Nei giorni 13-14-16 giugno, infatti, il comune di Camporotondo di Fiastrone ha avuto ancora una volta a che fare con un malfunzionamento della rete telefonica. Accade infatti ormai spesso che, a causa dell'obsolescenza della rete Telecom, basti appena una piccola pioggia o qualche folata di vento per far sì che un intero paese si trovi isolato telefonicamente. Per i privati si crea un grave disagio, perchè viene loro meno il diritto di comunicare e lavorare, mentre gli anziani, molti dei quali vivono in campagna, sono esposti al concreto rischio di non poter richiedere assistenza in caso di necessità. Il disservizio diviene anche pubblico vista l'impossibilità, durane questi giorni di totale black out telefonico, di effettuare qualsiasi tipo di operazione presso il locale ufficio postale, con l'ulteriore aggravante di scadenze imminenti come l'Ici. Non bisogna pensare, poi, che il problema sia limitato al solo comune di Camporotondo, in quanto anche il vicino Cessapalombo sperimenta nelle stesse modalità questi disagi. La popolazione di questi piccoli centri avverte in forma ancora più acuta la sensazione di essere tagliata fuori dal mondo costatando che, a fronte di una massiccia campagna pubblicitaria del piano telematico regionale “Marche, una regione glob@le”, si veda invece, di fatto, esclusa non tnto dai servizi internet (è noto, infatti, che la rete adsl è ben lontana dal raggiungere queste zone), quanto dai più semplici servizi telefonici. Ecco perchè il gruppo consiliare “Uniti per Camporotondo” sta mettendo in opera tutte le iniziative possibili per cercare di ovviare a questa situazione. Tali incontri saranno anche l'occasione di mettere sul tavolo altre problematiche, come quelle della viabilità. Sono, infatti, passati dieci anni ormai da quando, a seguito del terremoto del 1997, il traffico di mezzi pesanti, in transito tra le province di Macerata e Ascoli Piceno, è stato deviato sulla strada che collega Camporotondo a Belforte del Chienti. Tuutavia il conseguente danneggiamento del fondo stradale viene ad oggi affrontato mediante veri e propri “rattoppi” a macchia che hanno paradossalmente l'effetto di rendere la strada maggiormente sconnessa e, quindi, pericolosa.
Attivo il piano provinciale prevenzione incendi
Attivo sul territorio della provincia di Macerata il nuovo Piano provinciale per la lotta agli incendi boschivi. Coordinato dal servizio di Protezione civile della Provincia, il programma di prevenzione proseguirà per tutta l'estate ed è messo in atto, secondo una ormai collaudata collaborazione, con la partecipazione di diverse istituzioni: la Provincia, la Regione Marche, le quattro Comunità montane del maceratese, il Corpo Forestale dello Stato, i Vigili del Fuoco, la Polizia provinciale e oltre 350 volontari. Sono proprio questi ultimi, appartenenti a venti Gruppi comunali e ad undici associazioni di protezione civile, a costituire la “struttura” del Piano di prevenzione che si basa soprattutto sulla vigilanza del territorio, la diretta osservazione delle zone più a rischio e una fitta rete di comunicazioni via radio.
Il “piano”, infatti, è impostato sul servizio spontaneo di centinaia di volontari che vigilano direttamente sul patrimonio boschivo montano, sia con il controllo visivo del territorio da alcuni punti di avvistamento ritenuti strategici, sia con pattugliamenti continui lungo le aree più a rischio. L'efficace prevenzione messa in atto attraverso il programma provinciale si basa sull'immediato avvistamento di ogni focolaio di incendio e, quindi, dell'ottimizzazione dei tempi di pronto intervento. Ogni “squadra” in servizio nei punti di avvistamento è dotata di telefono cellulare, binocoli, bussole, radioricetrasmittenti, cartografie, documentazione fotografica panoramica della zona e altre indicazioni utili e attrezzature, mentre le unità mobili dotate di adeguati veicoli fuoristrada sono in condizione di intervenire con soffiatoi ed estintori per lo spegnimento di piccoli focolai di incendio. Nella sola area della Riserva naturale di Abbadia di Fiastra il pattugliamento avviene con unità a cavallo, in collaborazione con l'Associazione “Giacche Verdi”. Le attività delle unità fisse e mobili sono tutte coordinate dalla Centrale operativa di protezione civile della Provincia, a Macerata, collegata a sua volta con le sedi provinciali dei Vigili del fuoco e del Corpo forestale e con la sala operativa unificata permanente della Regione Marche.
